Tempo di vacanze, ... ma le tartarughe non sono un souvenir!

17.06.2011 12:43

Quando ci si reca in vacanza si è a volte tentati di far ritorno a casa con un animale. Un cucciolo di cane che si pensa abbandonato o un gattino, oppure una tartaruga mostrataci in una scatola di cartone in un retrobottega. Nella maggior parte dei casi gli animali sono "presentati" come trascurati o abbandonati proprio per farci intenerire e spingerci a salvarli da quella situazione. Purtroppo questa nostra azione non fa altro che alimentare questi traffici illeciti e incrementare il numero di animali che ne soffrono le conseguenze. Inoltre corriamo e facciamo correre grossi rischi a noi, agli altri e pure agli altri animali. Un cucciolo di cane senza le necessarie vaccinazioni può trasmettere la rabbia, altri animali possono trasmettere malattie che mettono seriamente in pericolo la salute delle persone e degli animali. Per non parlare del fatto che importando un animale (domestico o selvatico) senza la necessaria documentazione commettiamo un'azione illegale e passibili quindi di multa. Nella maggior parte dei casi la decisione più saggia è ritornare dalle vacanze carichi di soli ricordi, impressioni e fotografie!

Per quanto riguarda le tartarughe, possiamo veramente affermare che non sono un souvenir!

La maggior parte di questi animali catturati illegalmente muore prima di essere offerta ai turisti. Molte, se non la totalità, delle tartarughe importate poi illegalmente in Svizzera non sopravvive al primo inverno. Si tratta di animali abituati ad un clima totalmente diverso dal nostro, con inverni che assomigliano alle nostre estati ed estati torride con temperature fino a 40-42°C. Siamo noi in grado di offrire le medesime condizioni? Nella maggior parte dei casi, no. Occorre quindi resistere alla tentazione e non acquistarle. Infatti se i turisti non le acquistano, gli abitanti del posto non traggono nessun profitto dalle catture illegali e non catturano più questi poveri animali salvaguardando così le tartarughe che ancora vivono in libertà. L'inoltre l'importazione in Svizzera e nei paesi dell'Unione Europea di questi animali senza una autorizzazione e la documentazione che ne attesti un'origine "legale" è vietata e giustamente sanzionata con forti multe e gli animali sono sempre confiscati.

La PTSI Pro Tartarughe della Svizzera Italiana ringrazia tutti i turisti che dimostrano buon senso e sensibilità verso gli animali.

Per saperne di più consultate questa pagina dell'Ufficio federale di veterinaria: http://www.bvet.admin.ch/themen/handel_wild/01545/index.html?lang=it

 

Furculachelys nabeulensis (da Wikiperia.org)

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PRO TARTARUGHE SVIZZERA ITALIANA
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Chi ha scritto questa favola?

Un giorno una lepre e una tartaruga decisero di fare una gara di corsa. La lepre pregustava già la vittoria, così dopo essere partita ed aver distanziato la tartaruga di parecchi metri, decise di fermarsi a riposare perché tanto sapeva di essere in vantaggio e che la tartaruga non l'avrebbe mai raggiunta. Perciò si addormentò e dormì per parecchie ore. Intanto la tartaruga, piano piano, la raggiunse, la vide appisolata e continuò lentamente nel suo cammino. La lepre si svegliò e, pensando che la tartaruga fosse ancora indietro, corse verso l'arrivo. Ma quando vi giunse, la tartaruga era già arrivata, vincendo la gara.

Domande più frequenti - FAQ

LETARGO 1 - anche le giovani tartarughe appena nate possono andare in letargo?

Il letargo è un comportamento fisiologico di molte specie di rettili. In natura anche le giovani tartarughe vanno in letargo. Di solito lo posticipano di qualche settimana rispetto agli adulti e si risvegliano un po' prima in primavera.

LETARGO 2 - cosa sono i punti più importanti per un corretto letargo delle mie tartarughe?

Le tartarughe devono poter disporre di un substrato umido (la terra del giardino va bene) e di una temperatura costante (ca. 5°C). Occorre evitare gli sbalzi di temperatura sia verso il basso che verso l'alto. Temperature d 10-15°C sono molto pericolose: gli animali non sono più attivi (e quindi non mangiano) ma d'altra parte il metabolismo non è sufficientemente rallentato e quindi consuma in breve tempo le riserve accumulate per l'inverno. La tartaruga corre così il rischio di non più svegliarsi in primavera.