Concorso fotografico Isole di Brissago

23.09.2013 07:36
 

 

 

Nello stagno delle Isole di Brissago vivono alcuni esemplari di Testuggine d’acqua (Emys orbicularis), l’unica tartaruga appartenente alla fauna indigena della Svizzera.

 

La Testuggine d’acqua è prevalentemente carnivora. Vive in grandi stagni con vegetazione acquatica rigogliosa, in laghi con fitta vegetazione ripariale, in canali di collegamento e nei delta dei fiumi. In Svizzera è presente alle basse quote dell’Altopiano e in Ticino. Beneficia di protezione totale poiché il numero di esemplari è in costante diminuzione a causa della bonifica e del degrado degli ambienti umidi, della frammentazione del territorio e della pesca svolta in passato.
Per contribuire alla sopravvivenza della Testuggine d’acqua, sotto l’egida del Centro di coordinamento per la protezione degli anfibi e dei rettili in Svizzera (KARCH) è stato elaborato un progetto nazionale finalizzato a rafforzare le popolazioni della specie per il tramite del rilascio in natura di esemplari allevati in cattività in alcuni centri specializzati.
Grazie ad alcuni individui adulti nello stagno delle Isole di Brissago ha preso avvio la riproduzione che consentirà di disporre di un numero sufficiente di piccole tartarughe da poter in futuro rilasciare nelle due aree naturali del nostro cantone dove la specie è già presente. In questo modo sarà possibile rafforzare le popolazioni e assicurare la sopravvivenza della specie.

 

Sabato 21 settembre, con grande meraviglia dei responsabili del progetto, dalle loro uova sono sgusciate sei piccole testuggini. Indubbiamente un buon auspicio per il successo del progetto di ripopolamento.
Per evitare qualsiasi predazione le piccole saranno allevate per i primi anni in un’altra struttura. Nello stagno delle Isole di Brissago è osservabile una decina di individui adulti che, nelle giornate soleggiate non mancano l’appuntamento con un bagno di sole ristoratore.

 

Per sottolineare il lieto evento la Commissione scientifica del Parco botanico indice un concorso fotografico. Chi scatterà la più bella immagine dello stagno delle testuggini, da subito e fino alla chiusura del parco (il 27 ottobre 2013)?

 

Premi:
1° buono valore CHF 100.- per consumazioni presso il ristorante delle Isole di Brissago + un’entrata famiglie al Parco.
2° e 3°: un fantastico cappellino delle Isole + un’entrata famiglie al Parco, cadauno.

 

Le immagini dovranno essere inviate entro il 31 ottobre a info@isolebrissago.ch con l’indicazione in oggetto: “Concorso stagno delle testuggini”.

 


 

Cerca nel sito

Contatti

PRO TARTARUGHE SVIZZERA ITALIANA
Casella postale 1144
6512 GIUBIASCO


Segreteria:

Chi ha scritto questa favola?

Un giorno una lepre e una tartaruga decisero di fare una gara di corsa. La lepre pregustava già la vittoria, così dopo essere partita ed aver distanziato la tartaruga di parecchi metri, decise di fermarsi a riposare perché tanto sapeva di essere in vantaggio e che la tartaruga non l'avrebbe mai raggiunta. Perciò si addormentò e dormì per parecchie ore. Intanto la tartaruga, piano piano, la raggiunse, la vide appisolata e continuò lentamente nel suo cammino. La lepre si svegliò e, pensando che la tartaruga fosse ancora indietro, corse verso l'arrivo. Ma quando vi giunse, la tartaruga era già arrivata, vincendo la gara.

Domande più frequenti - FAQ

LETARGO 1 - anche le giovani tartarughe appena nate possono andare in letargo?

Il letargo è un comportamento fisiologico di molte specie di rettili. In natura anche le giovani tartarughe vanno in letargo. Di solito lo posticipano di qualche settimana rispetto agli adulti e si risvegliano un po' prima in primavera.

LETARGO 2 - cosa sono i punti più importanti per un corretto letargo delle mie tartarughe?

Le tartarughe devono poter disporre di un substrato umido (la terra del giardino va bene) e di una temperatura costante (ca. 5°C). Occorre evitare gli sbalzi di temperatura sia verso il basso che verso l'alto. Temperature d 10-15°C sono molto pericolose: gli animali non sono più attivi (e quindi non mangiano) ma d'altra parte il metabolismo non è sufficientemente rallentato e quindi consuma in breve tempo le riserve accumulate per l'inverno. La tartaruga corre così il rischio di non più svegliarsi in primavera.